
Ieri, oggi, domani. Ieri si chiamava UEFA Futsal Cup, una competizione figlia della frammentazione del futsal continentale in tornei non ufficiali, almeno fino al 2001-02 quando la UEFA decise di dare una struttura professionale all’intero movimento scalpitante, partorendo la Futsal Cup. Il primo vagito a Lisbona, dove gli spagnoli del Playas de Castellón, già vincitori dell’European Champions Tournament nel 2001, s’imposero sui belgi dell’Action 21 Charleroi, ripetendosi nella stagione successiva. Con l’Inter (club spagnolo di Madrid) arriva subito il terzo indizio che fa una prova dello strapotere iberico: sì ok l’Action 21 Charleroi riuscì a sfatare il tabù e ad alzare la UEFA Futsal Cup, come il dinamico duo russo Dinamo Mosca-Sinara, il Montesilvano (unica italiana a fregiarsi dell’ambito trofeo), il Kairat Almaty e il Gazprom-Ugra, ma sono gocce in quel mare magnum più simile all’Oceano Atlantico che bagna la Penisola Iberica: Benfica e Sporting, Inter Movistar e Barcellona si ripetono, portando in auge il fútbol sala anche a livello di club.
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AI GIORNI NOSTRI. Oggi la Futsal Cup non c’è più. La UEFA ha dato credibilità a un movimento in grande ascesa cambiando denominazione – dalla stagione 2018/19 – ed equiparandola alla Champions League del calcio, aumentando perfino il numero di squadre: si è arrivati a 56 club provenienti da 52 federazioni, sui 55 membri dell’UEFA. Ora c’è un ranking e dei coefficienti UEFA che determinano qualificazione e turni. Nella stagione corrente è stata perfino cambiata la formula: Main Round sì e Élite Round no, quest’ultimo sostituito da ottavi e quarti, con gare di andata e ritorno, prima della Final Four. È cambiato tanto, quasi tutto, da quei primi passi; il futsal è diventato grande e a Pesaro festeggerà le nozze d’argento con la venticinquesima edizione che per la prima volta si concluderà in Italia. Una sola cosa non è cambiata, complice l’esclusione delle russe: lo strapotere iberico, diventato totalitario. Sporting e Barcelona si sono alternate da quando la UEFA Futsal Cup è divenuta UEFA Futsal Champions League; le ultime tre edizioni (un record) sono state vinte dal Palma, presente alla Pesaro Futsal Arena insieme ai connazionali del Cartagena, l’onnipresente Sporting e la rivelazione francese Étoile Lavalloise. Ieri e oggi si conoscono, e domani? “Il futsal non è più il fratello minore del calcio; è una disciplina autonoma con una dignità e un seguito globale”, commentò a margine del sorteggio di Pesaro Laurent Morel, UEFA Head of Futsal. Il resto si scoprirà a Pesaro.

VERSO IL SOLD OUT. Il richiamo del grande futsal internazionale è rimbombato in Italia e all’estero: i primi biglietti sono volatilizzati, ne è stato rimesso in vendita un ulteriore quantitativo, anche per la giornata delle finali, acquistabili sul circuito Vivaticket e su Vivaticket.com. Si viaggia verso il sold out, la degna conclusione per festeggiare le nozze d’argento del futsal internazionale. E per chi non riuscirà a esserci basterà sintonizzarsi su Sky Sport e godersi il più grande spettacolo d’Europa.

UEFA FUTSAL CHAMPIONS LEAGUE 2026 – IL PROGRAMMA DELLA FINAL FOUR
Semifinali, venerdì 8 maggio
Cartagena Costa Calida-Sporting CP, ore 17.30
Palma Futsal-Etoile Lavalloise, ore 20.30
Finali, domenica 10 maggio
3° posto, ore 15
1° posto, ore 18
ALBO D’ORO UEFA FUTSAL CHAMPIONS LEAGUE (DAL 2002 AL 2018 UEFA FUTSAL CUP)
2025: Illes Balears Palma; 2024: llles Balears Palma; 2023: llles Balears Palma; 2022: Barça; 2021: Sporting CP; 2020: Barça; 2019: Sporting CP; 2018: Inter FS; 2017: Inter FS; 2016: Ugra Yugorsk ; 2015: Kairat Almaty; 2014: Barça; 2013: Kairat Almaty; 2012: Barça; 2011: Montesilvano; 2010: Benfica; 2009: Inter FS; 2008: Sinara Ekaterinburg; 2007: FC Dynamo; 2006: Inter FS; 2005: Action 21 Charleroi; 2004: Inter FS; 2003: Playas de Castellón; 2002: Playas de Castellón
Came Treviso