
Se glielo avessero detto, non ci avrebbe creduto. Ma sperato sì, eccome. Con tutte le sue forze. Greta Allamani, 18 anni compiuti a giugno durante un raduno della KINTO Futsal Future Cup, da poche settimane è una giocatrice della Lazio e domenica scorsa ha già realizzato il suo primo gol in Serie A.
“Lo dedico sicuramente a mia madre, che mi ha sempre spinta a fare ciò che mi rende felice e ha fatto di tutto per sostenermi. Il primo messaggio prima di entrare in campo è per lei, così come lo è il primo appena finisce la partita. Ma il pensiero va anche alla squadra che mi sta aiutando tanto, soprattutto a Sara Riccio e Alessia D’Alessandri, che vivono con me e mi stanno vicino sia in campo sia fuori”.

Il futsal è entrato nella vita di Greta con l’Aosta di Fea, accanto al calcio a undici. Poi è diventato l’unica strada. A indicargliela, in famiglia, è stato il cugino Fabio Iurmanò. “Ho iniziato seguendo lui. Prima che partissi mi ha fatto il suo in bocca al lupo: è felicissimo che io sia arrivata fin qui”. Da Aosta a Roma, nella massima categoria, come se fosse la cosa più naturale del mondo. “Avevo paura di non essere all’altezza. Quando sono entrata in campo per la prima volta mi tremavano le gambe perché il ritmo è molto più veloce e il gioco più fisico. Invece, sta andando tutto fin troppo bene e il merito è soprattutto del gruppo. La nostalgia di casa? La sente più mia mamma. In fondo, questo è sempre stato il mio sogno”. E niente l’ha fermata, neanche il brutto infortunio di due anni fa. “All’inizio è stato brutto, perché temevo che con la rottura del crociato il ginocchio non sarebbe tornato più come prima. Poi, con l’aiuto di squadra e società, sono riuscita a ripartire facendo di tutto per recuperare il tempo perso”.

Falcão e Renatinha gli idoli di sempre. E con la seconda conserva uno scatto memorabile proprio durante un raduno Azzurro aperto anche alle più piccole. “Cosa le ho detto quando l’ho incontrata? Che per me è la più forte di tutte. Quando gioca ha una tranquillità pazzesca, è troppo brava in tutto quel che fa”. Il 31 ottobre se la ritroverà di fronte a Roma. E questa volta da avversaria. “L’Aosta, la Future Cup, la maglia Azzurra e ora la Lazio: è successo tutto così in fretta che faccio fatica a crederci – dice con un filo di voce -. Non pensavo che, in soli tre anni, il mio percorso potesse prendere questa direzione”. Ma basta vederla in campo per capire che per Greta è soltanto l’inizio. “Tra dieci anni spero di essere ancora in Serie A e, magari, di togliermi qualche soddisfazione con la Nazionale”. Un altro sogno da inseguire, come quello che fino a poco tempo fa sembrava lontanissimo e che oggi è diventato il suo presente.

