
Lo studio delle semifinali e sulla finale dei playoff scudetto della Serie A KINTO 2025/2026 da parte dell’Area Tecnica del futsal di Club Italia si arricchisce di un ulteriore, fondamentale tassello: dopo l’analisi qualitativa della prestazione del portiere, alla vigilia della nuova stagione della categoria regina arriva l’analisi quantitativa dei passaggi per azione di gioco, realizzata grazie al sapiente lavoro di Mauro Buonfrate e Danilo Lemma.
LO STUDIO – L’obiettivo dello studio è comprendere come la zona di campo nella quale si sviluppa o ha origine un’azione influenzi il numero di passaggi effettuati. Il campo è stato suddiviso in quattro settori longitudinali di dieci metri, dalla Zona 1, più vicina alla propria porta, alla Zona 4, corrispondente al settore offensivo più avanzato. Questa suddivisione permette di osservare il comportamento delle squadre in relazione alla distanza dalla porta avversaria. Complessivamente sono state analizzate 1.718 azioni di gioco e registrati 4.476 passaggi. I risultati evidenziano una differenza precisa tra le zone centrali, nelle quali le squadre tendono a sviluppare maggiormente il possesso, e le zone più vicine alle porte, dove le azioni risultano mediamente più brevi e dirette. In particolare, avanzando verso la porta avversaria, diminuisce il numero di passaggi necessari per arrivare alla finalizzazione e aumenta sensibilmente la probabilità di produrre una conclusione o un gol.

La distribuzione dei passaggi mostra che le azioni si sviluppano maggiormente nelle zone centrali del campo. La Zona 2 presenta il valore più elevato, con una media di 3,41 passaggi per azione, seguita dalla Zona 3 con 3,17. Entrambe superano la media generale di 2,76 passaggi. I valori diminuiscono invece nelle zone estreme: 2,37 passaggi in Zona 1 e 2,13 in Zona 4. Accorpando i settori, le zone centrali registrano una media di 3,31 passaggi, esattamente un passaggio in più rispetto alle zone estreme, ferme a 2,31. Il dato suggerisce che le Zone 2 e 3 rappresentino i principali settori di costruzione e sviluppo del gioco. Nelle zone vicine alle porte, invece, le azioni tendono a essere più rapide: in Zona 1 può prevalere l’esigenza di superare la pressione o allontanarsi dalla propria porta, mentre in Zona 4 la vicinanza all’obiettivo favorisce una ricerca più immediata della conclusione.

L’esito delle azioni successive a un recupero palla cambia sensibilmente in relazione alla zona nella quale viene riconquistato il possesso. Nelle prime due zone emerge una maggiore varietà di sviluppi. In Zona 1 prevalgono la transizione, con il 29%, e la perdita del possesso, con il 26%. In Zona 2 assume maggiore importanza il consolidamento del possesso, che raggiunge il 30%, mentre transizione e finalizzazione rappresentano entrambe il 21%. In Zona 3 il comportamento diventa più offensivo: il 42% dei recuperi conduce a una finalizzazione, mentre la transizione scende al 5%. Il 32% delle azioni viene comunque trasformato in possesso organizzato, mostrando come questa zona permetta sia di attaccare rapidamente sia di consolidare il controllo della palla. Il dato più significativo riguarda la Zona 4. Il 36% dei recuperi produce una finalizzazione e un ulteriore 29% conduce a una finalizzazione con gol. Complessivamente, quasi due recuperi su tre nella zona più avanzata generano quindi un’immediata minaccia offensiva. La posizione del recupero condiziona pertanto la natura dell’azione successiva: più la riconquista avviene vicino alla porta avversaria, maggiore è la tendenza a ridurre la costruzione e cercare direttamente la conclusione.

La capacità di trasformare un recupero palla in un’occasione pericolosa cresce progressivamente avanzando verso la porta avversaria. Soltanto il 21,3% dei recuperi effettuati in Zona 1 conduce a una finalizzazione o a un gol. Il valore aumenta leggermente in Zona 2, raggiungendo il 24,2%, per poi salire in maniera evidente nelle zone offensive. In Zona 3 il 42,5% dei recuperi genera una conclusione, mentre in Zona 4 la percentuale raggiunge il 64,3%. Ciò significa che quasi due recuperi su tre effettuati nel settore più avanzato producono un’occasione potenzialmente pericolosa. Il dato conferma l’importanza strategica della pressione offensiva: recuperare palla vicino alla porta avversaria riduce le distanze da percorrere, limita il tempo disponibile per la riorganizzazione difensiva e permette di attaccare una struttura avversaria ancora aperta o non equilibrata.

Il numero medio di passaggi effettuati prima della finalizzazione evidenzia quanto la posizione del recupero influenzi la velocità dell’attacco. Le azioni originate in Zona 2 richiedono mediamente 1,47 passaggi prima della conclusione, il valore più elevato tra i quattro settori. In Zona 1 la media è pari a un passaggio, mentre nelle zone offensive il dato diminuisce nettamente. Dopo un recupero in Zona 3 sono sufficienti mediamente 0,76 passaggi per arrivare alla finalizzazione. In Zona 4 il valore scende ulteriormente a 0,40, indicando che numerose conclusioni vengono effettuate direttamente dal giocatore che recupera il pallone oppure dopo un solo passaggio immediato. Il dato descrive una relazione chiara: più il recupero avviene vicino alla porta avversaria, minore è il numero di passaggi necessario per concludere. Nelle zone avanzate, quindi, l’efficacia offensiva dipende soprattutto dalla capacità di riconoscere rapidamente l’opportunità e finalizzare prima che la difesa possa ristabilire il proprio equilibrio.

