
Nell’Area Nord della KINTO Futsal Future Cup il lavoro di selezione entra nel vivo: sono 20 i ragazzi ancora in corsa per conquistare uno dei 14 posti nella Rappresentativa che gareggerà in Emilia-Romagna, a fine giugno.
“Arriva il momento più difficile – commenta Andrea Bearzi, ex Golden Boy del Furpile Prato – perché sono tutti ragazzi meritevoli: hanno qualità, fame e una grande maturità. Pur facendo tesoro di ogni consiglio, sfruttano al meglio la libertà che mi piace lasciare ai miei giocatori: per quanto un allenatore possa fare, le letture e le decisioni finali spettano sempre a chi va in campo. Ma, anche sotto questo aspetto, il gruppo sta dimostrando tanta intelligenza tattica”.
C’è un’emozione diversa nel lavoro dalla base.
“Allenare l’Under 17 del Pordenone lo scorso anno mi aveva dato tanto, così come sta accadendo ora, grazie all’esperienza della Future Cup. In questo gruppo, ritrovo il giocatore che sono stato: sono arrivato in A1 a soli 16 anni e in loro vedo la stessa voglia di imparare e farcela. Mi ero preso un anno sabbatico, ma i ragazzi mi hanno fatto tornare la voglia di tuffarmi a capofitto nel futsal: credono tantissimo in quello che fanno e crescono allenamento dopo allenamento. Vogliono farcela, e questa è la cosa più bella”.
BEARZI JUNIOR – Andrea in panchina e Nora, figlia d’arte, impegnata col CF Scandicci e con i raduni della femminile: per i Bearzi, la Futsal Future Cup è un vero e proprio affare di famiglia. Che non ha nulla di casuale. “Pensare che la prima convocazione di mia figlia sia stata a Prato, il mio tempio, in un palazzetto che conserva ancora le mie foto da “Golden Boy”, mi fa venire la pelle d’oca. Quest’anno l’ho vista giocare contro l’Audace e anche lì sembrava tutto scritto, con tanto di gol con cuore verso di me che mi ha fatto piangere come un bambino. Sportivamente parlando, è una giocatrice “cattivissima”, ma allo stesso tempo è anche una ragazza molto educata. E di questo sì – sorride – mi piace prendermi un po’ i meriti”.
Tornando al percorso svolto fin qui, Bearzi traccia un bilancio estremamente positivo. “Avere la possibilità di far emergere i talenti della nostra Penisola e, magari, leggere i loro nomi nelle convocazioni della Nazionale, così com’è accaduto con Nicola Amoroso (figlio di Fabrizio, ndc.), è qualcosa di unico. Il futuro passa anche da qui”.

Came Treviso